GiùNapoli

Una audiowalk lungo la Pedamentina

L’itinerario proposto si inserisce nel calendario tematico della XIV edizione del Maggio dei Monumenti a Napoli (2008) ed è stato realizzato, in seguito alla selezione su bando pubblico, con il supporto del Comune di Napoli.

L’ audiowalk è un “percorso sonoro”, che consiste in una sorta di racconto a tappe in cui il protagonista è l’ascoltatore-visitatore. IndiziTerrestri ha concepito il percorso con la realizzazione di supporti multimediali per una visita (auto)guidata da Castel Sant’Elmo a Castel Nuovo lungo le scale della Pedamentina,

I contenuti dell’itinerario, tappe del racconto, sono di tipo prevalentemente urbanistico e architettonico, interpretando la città stessa, che si guarda attraverso gli scorci peculiari che offre la Pedamentina, come sintesi di storia, storie, arte e culture locali.

Camminando, infatti, attraverso il susseguirsi delle visioni dall’alto che si scoprono dai coni ottici selezionati  e suggeriti dal racconto durante l’audiowalk, Napoli si trasforma in un territorio aperto nel quale corpo e memoria si fondono.

L’esperienza di camminare attraverso il luogo, di vederlo per la prima volta o di vederlo attraverso gli occhi di qualcun altro, porta l’ascoltatore-visitatore a fondere il paesaggio sonoro virtuale con quello reale che attraversa, dando vita ad un nuovo paesaggio combinazione dei due.

E’ come se, accompagnati dalla voce nelle cuffie, la memoria stessa – fatta di intuizioni che si materializzano negli elementi della città che si sono stratificati e si fondono in una visione sinottica – prendesse forma.

Con l’audiowalk il visitatore è libero di effettuare la passeggiata nell’ora che ritiene più opportuna, modulando il percorso attraverso i propri tempi, così da poter soffermarsi o meno in alcuni spazi, a seconda dell’intensità del proprio desiderio di scoperta dei luoghi in cui si articola il percorso.

Per informazioni sulla possibilità di replicare l’audiowalk contattare indiziterrestri@gmail.com

Durante le due giornate dell’evento, nel secondo week end della manifestazione, la passeggiata è stata accompagnata da una performance di Monica Costigliola (con l’allestimento di Grazia Paggetta), ispirata alle tracce dei viaggiatori illustri che – da Goethe a Beyous – sono stati a Napoli.

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Quale è la spazialità che un’esperienza uditiva può rivelare?

Abbiamo provato a chiedercelo (e a risponderci) sperimentando il ruolo dell’udito nell’esperienza quotidiana, come elemento di definizione di una spazialità che si sovrascrive a quella determinata dalla sola configurazione dei luoghi. Misurandoci con una questione di antropologia dello spazio, ci siamo presto rese conto di quanto essa si intrecci con un tema centrale della progettazione urbana: la vita degli spazi, al di là del loro essere il contenitore della funzione per il quale sono stati pensati. L’esperienza uditiva può includere una condizione che li fa sopravvivere al tempo, anche solo nel momento di una performance, di una pratica o di un evento, progettati come una declinazione non banale della loro potenziale flessibilità

Ne abbiamo sperimentato una a Napoli, durante la primavera del 2008 in occasione del Maggio dei Monumenti: un audiowalk lungo la Pedamentina. Un percorso sonoro, che metteva in pratica un percorso urbano alternativo alle visioni consuete sulla città, modulato attraverso l’ascolto di una voce accompagnatrice, che connetteva i monumenti, gli edifici e i luoghi di sfondo, per raccontare una storia.

Preparando un appuntamento preciso e distribuendo i lettori multimediali, di fatto è stato messo in scena una sorta di spettacolo in itinere, in cui il visitatore era al contempo attore e astante. Abbiamo concepito il racconto sonoro come una sintesi delle sfaccettature della città, còlta attraverso le parole che si ascoltano e catapultano il viaggiatore in una serie di scene. Azionando la cuffia partiva una colonna sonora fatta di dialoghi, suoni e musica che componevano una pièce teatrale in divenire, legata alle architetture della città.

La città diventava così palcoscenico in un doppio senso: palcoscenico da guardare e palcoscenico dove le persone che scendevano in massa, guardando dallo stesso lato o fermandosi alla stessa edicola votiva, in un certo senso “si esibivano”.L’evento aveva come scenario una strada molto particolare, la Pedamentina, che collega il largo di San Martino al centro storico, in una discesa suggestiva e ripida che comprende molte visioni, sia per i panorami che offre ad uno sguardo ampio, sia per gli scorci che si scoprono guardandosi intorno. Esasperando il trasfert uditivo, la storia del viaggiatore contemporaneo si incrociava con quella dei viaggiatori di altri tempi, che da Benjamin a Beuys vivevano nelle letture di un’attrice ferma in alcuni punti della Pedamentina, in uno shock temporale che avveniva togliendosi le cuffie.

L’esperienza uditiva condivisa ha generato una vera e propria alterazione della visione dei luoghi, sia per chi li guardava, sia per chi guardava – come gli abitanti di quella stessa strada – quelle persone in quei luoghi.

Attraverso l’esperienza sonora, la condizione dello spazio, determinata dall’esperienza fisica in esso, si arricchisce e può essere compresa attraverso le interazioni sociali e le relazioni sincroniche, eppure immateriali, che la determinano. L’influenza dei nuovi media in questi fenomeni di alterazione o piuttosto di ampliamento delle possibilità dei luoghi è centrale, nonché spesso condizione esistenziale

[da “La spazialità dell’ascolto” – una narrazione pubblicata in lo Squaderno n°10 (2008) p. 41-44


01. May 2008
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